domenica 19 luglio 2026

Inside the WOC – Organizing as Technical Responsible and Course Setter

Sette anni fa, quando Gianluca Carbone mi propose di ricoprire il doppio ruolo di Responsabile tecnico e Tracciatore dei Campionati del Mondo di corsa orientamento nella candidatura di Genova, accettai senza esitazioni. Sapevo che sarebbe stato un impegno enorme, ma avevo anche molto chiaro quale sarebbe stata la direzione da seguire.

Fin dall'inizio mi sono detto che non sarebbe dovuto essere un semplice incarico da portare a termine. L'obiettivo era costruire un progetto solido, strutturato nel tempo, capace di lasciare un'eredità e diventare un punto di riferimento per eventi futuri. Volevo offrire agli atleti ciò che, da atleta, avrei desiderato trovare quando disputavo le finali dei Campionati del Mondo una decina di anni fa: mappe curate nei minimi dettagli, terreni preparati con attenzione, percorsi tecnicamente impeccabili e un'organizzazione capace di mettere tutti nelle migliori condizioni possibili per esprimersi.

Poi è arrivato il Covid. Il rinvio dei Campionati del Mondo dal 2024 al 2026 ha cambiato completamente la prospettiva. Quello che inizialmente era un progetto di alcuni anni è diventato un percorso ancora più lungo e ambizioso, arricchito dall'organizzazione di due prove di Coppa del Mondo, World Ranking Events, Test Races, settimane di training camp e, infine, della WOC Simulation Week, il banco di prova definitivo prima dell'evento iridato.


Uno degli aspetti di cui vado più orgoglioso è la costruzione dello staff tecnico. Non un gruppo numeroso, ma una squadra estremamente compatta, composta da alcune delle migliori competenze tecniche italiane. Persone che hanno condiviso chilometri, sopralluoghi, riunioni, discussioni e decisioni, crescendo insieme evento dopo evento. Coppe Italia, gare internazionali, training camp e simulazioni non sono stati semplici appuntamenti in calendario, ma tappe di un percorso comune che ci ha permesso di affinare continuamente il nostro metodo di lavoro.

I feedback ricevuti in questi anni dalle squadre nazionali e dai principali coach internazionali sono stati una motivazione continua. Ogni evento rappresentava una conferma, ma anche uno stimolo per alzare ulteriormente il livello. Non ci siamo mai accontentati di ciò che aveva funzionato: ogni esperienza diventava il punto di partenza per migliorare quella successiva.

Naturalmente il percorso non è stato privo di difficoltà. Ci sono stati momenti complessi, problemi da risolvere, decisioni delicate e responsabilità importanti. Ma, passo dopo passo, ogni ostacolo è stato affrontato con lo stesso spirito con cui era iniziata questa avventura. Quello che sette anni fa era soprattutto un sogno condiviso con Gianluca Carbone è diventato una realtà.

Accanto al ruolo di Technical Responsible ho vissuto quello di Course Setter, probabilmente l'aspetto che più rappresenta il mio modo di interpretare l'orienteering.

Per me tracciare un Campionato del Mondo significa non lasciare nulla al caso. Ogni scelta, ogni punto di controllo, ogni attraversamento, ogni deviazione deve avere un motivo preciso. È un lavoro che richiede metodo, tempo e una cura quasi maniacale del dettaglio.


Questo è stato possibile grazie alla straordinaria collaborazione con Marcello Lambertini e Davide Martignago, con i quali ho condiviso ogni scelta tecnica e ogni decisione sui percorsi. In questi anni siamo entrati davvero nel cuore delle città che hanno ospitato i Mondiali. Abbiamo avuto decine di chiavi nelle nostre tasche, ottenuto aperture straordinarie di scuole, circoli e giardini privati, lavorato fianco a fianco con le amministrazioni comunali per ottenere autorizzazioni il più possibile estese e costruire percorsi che valorizzassero ogni angolo delle città.

Uno degli aspetti meno visibili, ma probabilmente più importanti, è stato lo studio della città. Negli anni precedenti ho osservato personalmente come vive Genova durante la settimana di luglio scelta per i Campionati del Mondo: gli orari di apertura dei locali, il traffico, il flusso delle persone nelle piazze e nei vicoli, le aree più sensibili e quelle con il maggiore potenziale tecnico. In alcuni casi abbiamo costruito i percorsi sfruttando finestre temporali molto precise, attraversando piazze prima dell'apertura dei dehors o scegliendo itinerari che permettessero di ridurre al minimo la presenza di veicoli. Nulla era lasciato all'improvvisazione.

Dal punto di vista tecnico ogni scelta di percorso seguiva un unico filo conduttore: fare in modo che il vincitore fosse realmente il miglior atleta di quella giornata. Nelle gare sprint basta un dettaglio per cambiare completamente il risultato. Una scelta di percorso, una lettura della mappa, un'incertezza di pochi secondi possono decidere un titolo mondiale. Per questo ogni metro veniva analizzato, discusso, verificato e spesso ripensato più volte.

Un lavoro di questo tipo non può essere misurato in minuti, ore o giorni. È un percorso che si sviluppa negli anni, fatto di migliaia di decisioni, sopralluoghi, verifiche e continui affinamenti.

La progettazione dei percorsi dei Campionati del Mondo ha richiesto anni di lavoro, alternandosi all'organizzazione di un calendario ricchissimo di eventi preparatori. World Ranking Events, Coppe del Mondo, Test Races, training camp e WOC Simulation Week non sono stati appuntamenti separati, ma parti di un unico progetto. In questi anni sono state realizzate oltre cinquanta mappe, molte delle quali completamente nuove, tutte accomunate dallo stesso obiettivo: offrire agli atleti il miglior terreno possibile per prepararsi e competere.

Anche il rapporto con le squadre nazionali è stato uno degli aspetti più gratificanti. Fin dall'inizio ci hanno dato grande fiducia, partecipando sempre più numerose ai nostri training camp e agli eventi di preparazione. Vederle tornare anno dopo anno è stato uno dei segnali più concreti che il lavoro stava andando nella direzione giusta.

Naturalmente tutto questo non sarebbe stato possibile senza una squadra straordinaria. Oltre cento volontari hanno lavorato con entusiasmo e precisione lungo i percorsi, permettendoci di affrontare ogni giornata con serenità.

Daniele Pagliari ha coordinato con grande competenza tutte le operazioni di partenza, Aaron Gaio le arene di gara. Daniele Guardini, Edoardo Tona e Federico Bruni hanno guidato con professionalità il settore IT, consentendo alla struttura tecnica di lavorare con la tranquillità necessaria per concentrarsi sugli aspetti più delicati dell'evento.

Lo stesso vale per il rapporto costruito con lo staff internazionale. Fin dall'inizio si è creato un clima di grande fiducia con Simone Grassi, Event Adviser per l'Italia, con il Senior Event Adviser Peter Molnár, con Aron Less, WOC Project Manager, e con Karel Jonak, responsabile della produzione televisiva. Fondamentale il supporto di Lucia Curzio nella gestione di tutti i bollettini di gara, burocrazie varie e direttamente sul terreno nella prima parte della settimana iridata.

Team Leaders Meeting, briefing con le forze dell'ordine, incontri con la produzione televisiva e continue riunioni operative scandivano ogni giornata, ma proprio grazie alla competenza e alla disponibilità di tutti siamo sempre riusciti a dedicare il tempo necessario a ogni dettaglio.

Un ringraziamento speciale va anche a Karin Sanna, che ha gestito con precisione tutta la segreteria dell'evento, e a Melania Tinelli, che ha coordinato il prezioso lavoro dei volontari. Ogni ragazzo, ogni adulto e ogni persona che ha scelto di dedicare il proprio tempo a questo progetto ha aggiunto un tassello indispensabile. Molti lavori sono rimasti invisibili agli occhi del pubblico, ma senza quel contributo silenzioso un'organizzazione di questo livello non sarebbe mai stata possibile.

Alla fine rimane soprattutto una consapevolezza: quella di aver costruito qualcosa di speciale. Non soltanto un Campionato del Mondo, ma un progetto condiviso, cresciuto negli anni grazie alla passione, alla competenza e alla fiducia reciproca.

La stanchezza passa. Rimangono le mappe, le fotografie, i sorrisi dei volontari, gli abbracci al termine delle gare e i complimenti ricevuti dagli atleti, dai tecnici e dai delegati. Ma, se dovessi scegliere un momento da portare con me, sarebbe senza dubbio il martedì della finale Sprint.

Dopo anni di preparazione, mesi trascorsi a scrivere i bollettini tecnici, innumerevoli sopralluoghi e un'infinità di ore dedicate a rifinire ogni dettaglio dei percorsi, è arrivato il momento della verità, quando tutti i tasselli sono andati finalmente al loro posto.

Vedere gli atleti interpretare le mappe e le scelte di percorso esattamente come le avevamo immaginate durante le lunghe riunioni tecniche è stata un'emozione difficile da descrivere. Ogni variante, ogni bivio, ogni cambio di direzione produceva le reazioni che avevamo previsto. Alcune scelte si sono rivelate decisive nella lotta per il titolo mondiale e, osservando la gara dall'interno, ho avuto la conferma che ogni dettaglio studiato negli anni aveva trovato la sua naturale realizzazione.

In quel momento ho capito che il lavoro era riuscito. Dal primo all'ultimo metro, quella Sprint si stava svolgendo esattamente come l'avevamo immaginata. Ed è probabilmente questa la soddisfazione più grande che un Course Setter e un Technical Responsible possano provare: vedere un'idea, costruita pazientemente nel corso di sette anni, trasformarsi in una gara capace di esprimere il massimo livello tecnico e di lasciare che fosse il migliore atleta della giornata a conquistare il titolo mondiale. 

Le mappe dei WOC

https://news.worldofo.com/2026/07/08/woc-2026-individual-sprint-maps-results-analysis/ 





























Le due arene di gara, piazza Baracca a Sestri Ponente e piazza Matteotti a Genova

giovedì 16 luglio 2026

Organising WOC simulation week

The final step on the road to the World Orienteering Championships was the WOC Simulation Week.
 https://woc2026.com/2026-woc-simulation-week/ 

This week of training races was designed to mirror, as closely as possible, the official WOC competition program that athletes would face just two weeks later. The week began with a couple of model event training sessions before moving straight into competition with a Sprint Qualification in the morning in Celle Ligure, featuring three qualification heats, followed by the Sprint Final in the afternoon in Boccadasse.

The program then continued with the Knock-Out Sprint Qualification in Quarto dei Mille. Like the previous day's Sprint Finals, this race was held on a brand-new map created specifically for the occasion, providing teams with an additional high-quality technical challenge.

The Knock-Out Sprint finals took place in Masone, in the Ligurian hinterland, with butterfly-loop quarter-finals followed by semi-finals and finals. The schedule and race dynamics closely replicated those of the World Championships, while allowing every athlete to run every round, creating an extremely valuable training opportunity.

The week concluded with a four-leg Sprint Relay in Spotorno, designed with the same format, course characteristics, and race dynamics as the World Championships.

These maps represent the final technical preparation before WOC and showcase the work carried out to provide athletes with the highest possible standard of training.